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Cos'è e cosa non è il Whistleblowing

whistleblowing

Il whistleblowing è l’atto di segnalare una condotta illecita all’interno della propria organizzazione. Si tratta spesso di illeciti lavorativi che si verificano all’interno di un’azienda, un’organizzazione o un’autorità privata o pubblica. Il whistleblower può essere chiunque abbia una stretta relazione con l’organizzazione, ad esempio dipendenti, ex dipendenti, subappaltatori, fornitori, clienti, azionisti, membri del consiglio di amministrazione, in cerca di lavoro o tirocinanti. Vediamo insieme cos’è e cosa non è il whistleblowing.

Segnalazioni esterne

Un canale esterno consente di segnalare un problema a un’agenzia ufficiale nominata dalle autorità. Un sistema whistleblowing esterno ha l’obbligo di ricevere, seguire e fornire feedback sulle segnalazioni in determinate aree. I whistleblower possono scegliere di rivolgersi a un canale esterno se hanno provato a effettuare una segnalazione internamente ma non hanno ricevuto risposta o non è successo nulla, se l’organizzazione non dispone di una procedura whistleblowing, se si teme ritorsioni o se si pensa che una segnalazione interna non cambi nulla. 

Segnalazioni interne

Si verifica quando un soggetto avente dubbi su comportamenti o attività illecite che si svolgono sul lavoro, li solleva con l’organizzazione in questione. Ci si puo’ rivolgere ad un manager,  al dipartimento delle risorse umane o utilizzare un canale di segnalazione interno dedicato tramite una linea telefonica diretta, posta o un sistema di segnalazione online. 

Denuncia pubblica 

Il whistleblowing pubblico si verifica quando qualcuno sceglie di denunciare informazioni pubblicamente o di divulgarle alla stampa o ai social media. Il whistleblowing dovrebbe avvenire principalmente all’interno ma ci sono eccezioni alla regola: ad esempio, se c’è un pericolo imminente o evidente per la vita o conseguenze devastanti per la salute, la sicurezza o l’ambiente. Un altro motivo potrebbe essere il fatto che l’informatore presuppone che la segnalazione interna porterebbe a ritorsioni o che la cattiva condotta non sarà rettificata. 

Quando segnalare 

La segnalazione può riguardare un evento in corso, qualcosa che è già accaduto o qualcosa che accadrà. Per il whistleblower, può sorgere un conflitto di lealtà e può sembrare una violazione della fiducia. Per la stragrande maggioranza degli informatori, l’obiettivo è principalmente proteggere il pubblico o correggere gli errori, piuttosto che ottenere vantaggi per se stessi. Tutte le forme di whistleblowing sono coperte dalla Direttiva Europea Whistleblowing, a condizione che il whistleblower abbia agito in buona fede e avesse buoni motivi per ritenere che le informazioni fossero corrette al momento della segnalazione. 

 Tutto ciò che sembra sbagliato sul posto di lavoro non è Whistleblowing 

Un reclamo o una lamentela personale non sono motivi di whistleblowing, una segnalazione whistleblowing deve essere un illecito che è di maggiore interesse pubblico; un’attività illegale, non etica o dannosa che possa influenzare gli altri in modo negativo, ad esempio: 

  • Frode o corruzione 
  • Molestie, bullismo e discriminazione 
  • Violazioni degli standard di salute e sicurezza 
  • Danni ambientali o materiali 
  • Reati illeciti intenzionali 

Consiglio di lettura > 7 esempi di cattiva condotta sul posto di lavoro 

Un reclamo personale potrebbe riguardare il comportamento di un collega che è stato trattato ingiustamente o la violazione da parte dell’azienda dell’Employment Protection Act. Tali reclami non appartengono al canale degli informatori e devono essere gestiti dal dipartimento delle risorse umane. 

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La Direttiva UE sul whistleblowing in breve

Arianna Tripodi, Whistlelink Territory Manager, Italia

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